T  E  A  T  R  O      D  I  A  L  E  T  T  A  L  E      B  O  L  O  G  N  E  S  E  

Arrigo Lucchini
ventennale

ARRIGO LUCCHINI - La Storia  

Arrigo-Lucchini-teatro-Duse-1950
"Bèin mo da bòn" Teatro Duse 1950: A.Lucchini, B.Lanzarini, B.Tolomelli

Arrigo-Lucchini-I Fantastici 4
I Fantastici 4 :
A.Lucchini, C.Colombini, S.Limarzi, L.Bianchi

Arrigo Polver
Arrigo Lucchini in
"La pòlver sènza ciocch"

Arrigo-Lucchini-Commedia-Prosum
Compagnia Teater Bulgnèis di A.Lucchini in
"El noster prossum"

Compagnia Teater Bulgnèis
La Compagnia
Teater Bulgnèis prova
"Il Cardinal Lambertini"
alla Famèja Bulgnèisa

Locandina Arena Puccini
Rassegna estiva
all'Arena Puccini

Fondazione del  Monte
Fondazione del Monte
di Bologna e Ravenna


Arrigo Lucchini, classe 1916, bolognese "doc"
, recita fin da bambino .

Nato a Bologna 1l 20 gennaio 1916, viene avviato al teatro dal padre Armando, poeta, attore e commediografo, che vince anche un premio con la commedia "LA BESSA IN SEIN". Gli trasmette quella passionaccia che non lo abbandonerà più.
Dopo aver recitato nel Circolo parrocchiale per soli uomini "Mario Chiri" ed aver fondato la sua prima filodrammatica, nel 1945 assieme a Monsignor Alfonso Bonetti (allora parroco di prima nomina a Santa Maria della Carita') nel campo da football della chiesa costruisce un’arena - l’Arena San Felice - dove reciterà in italiano per diverse estati, con gli amici e colleghi di sempre: Attilio Venturi, Gaetano Vecchi (che diventerà Roberto Altamura cantante degli anni 50/60), Augusto Magoni, Giacomo Vecchi, Carlo Cardelli, Franco Frabboni (che reciterà con lui fino al 1980 quando creerà una sua compagnia), Fede Lorenzoni, in seguito Luciano Bianchi (che sarà il suo braccio destro e lo accompagnerà fedelmente fino alla fine), Mario Monetti, Diantos Cavara, Carlo e Clara Colombini, rispettivamente cognato e moglie. Appena può coinvolge anche sua figlia Annamaria. Carlo Colombini, in arte Coca, sarà il suo scenografo, creando dal niente e con pochissimo materiale, scene anche importanti fantasiose e bellissime.
Poche volte reciterà ma passerà alla storia solo per le sue famose “papere”.

Bruno Lanzarini chiamerà il Lucchini, quando fonderà una sua compagnia dialettale per il ruolo di attor giovane, con lui la moglie e tutti i suoi attori. Tante stagioni nei teatri La Ribalta (allora SOFFITTA), l’Arena Pepoli (dentro al cortile del palazzo in Via Castiglione), l’Arena San Giovanni in Monte (nell’omonima piazzetta), come sempre nei teatrini fuori Bologna e al Teatro Duse dove per 2 anni e per tutto un mese verranno rappresentate due riviste scritte da Arrrigo e dal suo collaboratore di sempre, il maestro Luigi Miari (grande compositore e pianista) "Bèin mo da bòn" e "Boja d’un mònd lader", che avranno successo strepitoso e lasceranno un ricordo indelebile per molto tempo nella città.

Nel 1964 Lucchini si stacca da Lanzarini, fa il grande salto; fonda una sua compagnia dialettale che chiamerà “Teater Bulgnèis”. I suoi vecchi attori lo seguono fedelmente e se ne aggiungono anche. La sua compagnia si arricchisce dei più bei nomi del tempo : Vittorina Corticelli, Remo Scoto, Dina Giordani, ecc… Tanti teatri, varie rassegne che lo vedono spesso vincitore: Faenza - Teatro Masini, Bagnacavallo - Teatro Goldoni, a Bologna il D’Annunzio, il Tivoli, l’Arena Puccini (tutti i martedì e i mercoledì, tempo permettendo)Lì una grande ripresa; la rivista “Bèin mo da bòn”  che riempirà l’Arena (2000 persone) per diverse sere. Infine il Capitolino, il suo fiore all’occhiello. Ce l’ha fatta! ha la sua stabile bolognese; 3 giorni alla settimana. La gente corre. Questo per circa 5 anni. Altri attori arriveranno: Giampietro Tenan, Nino Nanni, Paolo Buggetti, Cristina Colombini (figlia di Coca e nipote di Arrigo, grande promessa che però poi deluderà tutti sposandosi e trasferendosi a Milano), Gigi Zuntini, Roberta Biavati, Valerio Fiorini, Germano Gentilini, Anna Lori, Luciano Manini, Tina Gamberini, Carlo Bassi, Giorgio Scandellari, Liliana Bassi.

Terminata la bellissima esperienza del Capitolino, sarà chiamato ad inaugurare il Teatro Alemanni, allestendo tutti i sabati e tutte le domeniche commedie diverse ogni settimana, ottenendo grandi esauriti e consenso di pubblico.
Ancora ‘new entry’ questa volta giovani: Roberto Bianchi (figlio di Luciano), Beppe Fundarò (ammiratore sperticato di Arrigo fin da 12 anni), Roberta Balbo (spigliata giovinetta), Massimo Bambini e Beppe Fiumi (aitanti ragazzoni), Ilaria Scandellari e Aldo Venturi (figli d'arte), Gianfranco Visigalli (parente acquisito).
Resteranno con lui fino alla sua ultima fatica, “Il cardinale Lambertini”, che Gaetano Cavaretta de “Il Canovaccio” lo convincerà ad interpretare, anche se fra mille perplessità al Dehon,, in altri teatri e all’Arena del Sole dove si ripristineranno i tradizionali “Lonedé d’l’Arena”: per 4 settimane uno spettacolo ogni 7 giorni, che si concluderanno appunto con "Il cardinale Lambertini". L’ultimo grande successo! Purtroppo il 30 Settembre 1984 Lucchini, attore, autore, poeta all’apice della carriera rappresenterà la sua ultima commedia……

Lucchini va ricordato anche come autore, non solo di commedie (sue sono "Luvein", "Un Màgh in Paradis", "Bona Pasqua", "Mi fradèl", "Un lett pèr stanòt", "Lazzaròn", "Un anzèl, che vinse il premio Mario Bianconi assegnato dalla Famèja Bulgnèisa, oltre a tantissime traduzioni dal francese, dall'inglese e dall'americano), ma anche di libri : "Cara Bologna", "Bèin mo da bòn" e "Cronache del Teatro Dialettale Bolognese", ultimamente aggiornato da Davide Amadei e ristampato grazie al contributo della Fondazione del Monte, rappresentata dal dott. Marco Poli che si è prodigato per questa iniziativa, e di tantissime poesie, alcune in passato pubblicate dalla Curia di Bologna nella persona di Mons. Luciano Gherardi.
Ricordiamo anche che il Comune di Bologna, sempre con l'intervento del dott. Marco Poli, gli ha dedicato una via a soli 3 anni dalla sua scomparsa : via Arrigo Lucchini, una laterale di via Olindo Guerrini a fianco della Chiesa di S. Paolo di Ravone, situata in via Andrea Costa.